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Malattie professionali

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  Malattie professionali

Tra le malattie professionali più comuni si ricordano le seguenti:
Asbestosi: è una malattia polmonare cronica conseguente all'inalazione di fibre di asbesto. L'asbesto, o amianto, è stato molto utilizzata in passato come materiale in campo prevalentemente edilizio per le sue caratteristiche soprattutto antincendio.
Oggi, in Italia come in altri Paesi, ne è vietato l'uso perché cancerogeno. Sono le fibre di asbesto da ritenersi pericolose; esse penetrano attraverso le vie respiratorie, in base alla loro lunghezza (fino a 50 µm) e al loro diametro: le fibre con diametro inferiore a 0,5 µm possono raggiungere gli alveoli polmonari. Le fibre depositate causano attivazione del sistema immunitario locale e provocano una reazione infiammatoria da corpo estraneo. Sono a rischio di esposizione ad amianto tutti i lavoratori che si occupano della manipolazione, rimozione, trasporto di amianto.
Antracosi: è una malattia polmonare di tipo cronico (pneumoconiosi), tipica di chi lavora nelle miniere di carbone.
La latenza tra esposizione e sviluppo di malattia è di circa 12-15 anni e una percentuale considerevole (circa il 10%) dei lavoratori esposti svilupperà malattia nel corso della vita. La causa è da imputarsi alle polveri di carbone che si ritrovano nelle miniere, che si depositano all'interno dell'organismo, nei polmoni e nei linfonodi. Il fumo costituisce un'aggravante delle condizioni.
Avvelenamento da radiazione: (chiamato anche male da raggi, malattia acuta da radiazione o più propriamente in clinica sindrome da radiazione acuta) designa un insieme di sintomi potenzialmente letali derivanti da un'esposizione dei tessuti biologici di una parte considerevole del corpo umano ad una forte dose di radiazioni ionizzanti.
Gli effetti di esposizione a radiazioni ionizzanti possono essere:
Danni somatici deterministici: si manifestano nell'individuo irradiato; la frequenza e la gravità variano con la dose; il periodo di latenza è solitamente breve.
Danni somatici stocastici: si manifestano nell'individuo irradiato; sono di tipo probabilistico; non richiedono il superamento di una dose-soglia per la loro comparsa; la frequenza di comparsa aumenta con la dose; hanno lunghi periodi di latenza.
Danni genetici stocastici: si manifestano nella progenie dell'individuo irradiato.
Silicosi: è un'infezione ai polmoni provocata dall'inalazione di polvere contenente biossido di silicio,(SiO2), allo stato cristallino.
Sindrome del tunnel carpale
Ipoacusia da rumore: si intende una diminuzione più o meno grave della capacità uditiva.
È stata una delle malattie professionali più frequenti, sostituita, solo negli ultimi anni, da malattie muscolo-scheletriche. La normativa individua 85dA come soglia limite per garantire l'incolumità dell'udito.
Malattie muscolo-scheletriche: usato per indicare tutte le disfunzioni che vanno a colpire ossa, articolazioni, muscoli, tendini, legamenti, borse, nervi, vasi sanguigni. Le malattie muscolo-scheletriche sono causate dalla ripetizione di movimenti estranei al lavoratore che esercitano una forza esterna tale da comportare l'adattamento del corpo all'errata postura.
Questi disturbi sono in genere cumulativi, ossia si manifestano in seguito alla somma di numerose esposizioni e per un periodo prolungato; possono essere anche disturbi transitori, ossia legati ad un unico episodio, e il disturbo scompare in seguito a riposo. I distretti più colpiti sono:
- Arto superiore
- Collo
- Colonna vertebrale o rachide lombo sacrale
- Dermatiti da contatto o eczemi: sono reazioni immunitarie della pelle in seguito all'esposizione o contatto con sostanze chimiche, fisiche, microbiche o parassitarie.
Negli ultimi anni sono diminuite le dermatiti da contatto al lattice (guanti) che colpivano un gran numero di lavoratori e sono state addottate misure preventive, utilizzando altri tipi di materiali per lavoratori allergici.
Dal punto di vista del diritto, la malattia professionale va tenuta distinta dall'infortunio sul lavoro.

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